Comunicati Stampa

Rassegna Web 2013 – 2022: Glauco Isella, Android App, Yacht Show

Le ultime notizie segnalate nella rassegna stampa di Glauco Isella da febbraio 2013 in poi: MARIECLAIRE (15 marzo 2019), L’ECO DI MILANO (18 gennaio), ELLE (7 aprile 2015), IL GIORNALE (3 febbraio 2013), IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO (19 maggio 2015). Cos’è il cleaning? il Corriere aveva parlato della possibilità di disintossicare il proprio corpo assumendo succhi e centrifughe insieme ad una dieta varia, equilibrata ed alcuni “trucchetti” come l’acqua fai da te ionizzata. Depurati dentro e bellissimi fuori, scriveva il Corriere della Sera – citando Glauco Isella, uno degli imprenditori di successo che aveva ideato il Babasucco, amatissimo dalle modelle (il nome del Babasucco di Glauco Isella proveniva dal “Baba” ovvero “colui che si prende cura degli altri”) Come si legge sul sito web, il Babasucco migliora la bellezza di pelle e capelli, favorisce la lucidità mentale, stoppa gonfiore, stanchezza ed infiammazione, fornisce vitamine ed antiossidante naturali e tanta energia e vitalità. Il Babasucco di Glauco Isella proviene da frutta e verdura fresca ed intera prodotta interamente in Italia, è senza zuccheri aggiunti e senza lattosio e viene consegnata a temperatura controllata. Tra le testimonianze del Babasucco di Glauco Isella leggiamo: “Molto utile per dare una ripulita dopo periodo di abbuffate e malessere! I gusti sono super digeribili […] Avevo bisogno di perdere un pò di peso e ho pensato che un breve periodo di alimentazione con i succhi avrebbe aiutato il mio corpo a sentirsi più leggero. Le aspettative sono state soddisfatte! […] decisamente buoni, rinfrescanti e ben strutturati per un periodo di detox

GLAUCO ISELLA Marieclaire

GLAUCO ISELLA Elle

GLAUCO ISELLA Corriere del Mezzogiorno

GLAUCO ISELLA Il Giornale

GLAUCO ISELLA rassegna stampa 1

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GLAUCO ISELLA rassegna stampa 4

GLAUCO ISELLA rassegna stampa 5

GLAUCO ISELLA rassegna stampa 6

Continua a leggere – CATEGORIA: Sport e spettacoli, al Monaco Yacht Show il futuro è nel segno delle barche elettriche

Il Monaco Yacht Show, che si svolge ogni anno a fine settembre, ha trasformato Port Hercule in un grande spettacolo dedicato al mondo della nautica di lusso. Fin dalla sua creazione nel 1991, a opera di Maurice Cohen, si è imposto come un appuntamento imperdibile per la nautica da diporto di grandi dimensioni (barche a vela e yacht oltre i 25 metri). L’evento si è tenuto dal 22 al 25 settembre ed è stata un’edizione molto attesa vista la sua cancellazione lo scorso anno a causa del COVID19.

Dopo una fase difficile all’inizio della pandemia globale, il settore sta andando molto bene e i superyacht sono in crescita. Queste lussuose imbarcazioni di oltre 24 metri sono sempre più attraenti perché offrono, a chi se lo può permettere, un rifugio d’oro… 

Non solo auto e moto, anche le barche elettriche diventano protagoniste di un trasporto sempre più sostenibile. La crescita delle imbarcazioni elettriche è oramai un dato di fatto. L’industria nautica, infatti, sta lavorando per attuare una politica sostenibile per promuovere le energie rinnovabili e preservare le risorse naturali.

Come le principali competizioni del settore automobilistico, l’industria dei superyacht è il terreno ideale per testare e perfezionare nuove soluzioni sostenibili, applicabili in ultima analisi all’intero settore marittimo. Grazie a una clientela che beneficia delle risorse necessarie per promuovere la sostenibilità e a tanti esperti che non temono il cambiamento, si presenta l’opportunità di costruire un’industria nautica sostenibile, resistente al tempo e un modello per il settore marittimo.

Inoltre i vantaggi che offrono le barche elettriche sono notevoli. Esattamente come le automobili, infatti, sono estremamente silenziose, senza contare che con questo tipo di alimentazione non si producono fumi di scarico, a tutto vantaggio di una navigazione piacevole e rilassante. Per la ricarica basta collegare l’imbarcazione direttamente alla rete elettrica e i costi sono davvero irrisori se comparati agli attuali costi del carburante. Una delle novità più interessanti in questo senso, è stata presentata proprio al Monaco Yacht Show: il Powerpack, una soluzione di propulsione eco-compatibile, sviluppato da Gaussin, specialista in soluzioni ingegneristiche, in collaborazione con la Commissione francese per l’energia atomica e le energie alternative (CEA-Liten). Il Powerpack è stato progettato circa 10 anni fa ed è una soluzione compatta, modulare e versatile, che utilizza la tecnologia delle batterie e delle celle a combustibile. Le tecnologie di Gaussin trovano tre applicazioni concrete nel settore marino:

Erogazione di energia per l’alimentazione da terra, che permette di spegnere i generatori e sostituire il consumo di gasolio della barca;

Come principale fonte di energia per una barca a zero emissioni;

Come fonte di energia per una barca ibrida. Questa soluzione prevede la fornitura di energia elettrica a zero emissioni in prossimità delle coste e delle aree protette per la tutela della biodiversità e dell’ambiente e la riduzione dell’inquinamento.

Come si fa a possedere i Bitcoin?

Al fine di rilevare questa tipologia di criptovalute prima di tutto è opportuno aprire un conto corrente telematico. Lo si può fare anche sul proprio smartphone, scegliendo delle apposite applicazioni. In seguito è necessario istallare un registro pubblico, denominato blockchain. Che in pratica rappresenta lo spazio dove poter effettuare le operazioni commerciali. Di recente sono state realizzate anche delle blockchain private, concepite essenzialmente per sistemi chiusi, dove però si richiede il possesso di una specifica autorizzazione al fine di potevi entrare. I portafogli virtuali sono in grado di fornire un bilancio, di modo tale da permettere di verificare le transazioni ed avere presente a quanto ammonti la valuta disponibile. L’ordine cronologico e la funzionalità del sistema sono garantiti com’è noto mediante l’utilizzo della crittografia.

La fase decisiva in questo percorso culmina nella ricerca di bitcoin. Tale procedura si definisce mining. Che consiste in una metaforica attività di estrazione. In pratica si mette a lavoro un dispositivo hardware, allo scopo di compiere una serie di calcoli matematici, mediante l’intervento del processore del computer o di quello della scheda grafica. La risoluzione dei calcoli matematici consente di avere accesso alla valuta. Ovviamente si tratta di calcoli estremamente complessi, che col passare del tempo risultano sempre più difficili. Di conseguenza è richiesta una capacità di calcolo notevole ed una conseguente ingente disponibilità di energia. I bitcoin vengono in pratica prodotti a seguito di un processo concorrenziale, dove si retribuiscono coloro che hanno risolto determinate problematiche. Di recente le operazioni di calcolo sono diventate ancor più difficili. Per cui la possibilità che un singolo riesca ad operare in modo efficace e a rendere fruttuosa la propria attività sono davvero esigue. Di conseguenza sono state create delle organizzazioni, denominate mining pool, dove diversi operatori si riuniscono e mettono in attività i rispettivi sistemi in una aziona congiunta. In tal maniera si possono raggiungere dei risultati soddisfacenti.

I vantaggi del sistema operativo Android

Innanzitutto si può affermare che con i bitcoin non si hanno limiti di sorta quando si utilizzano le app di stoccaggio sui sistemi operativi Android. Nel senso che le diverse operazioni contemplate dal sistema consentono di essere effettuate in modo istantaneo ed in qualsiasi luogo. Nonché in ogni momento si desidera. In occasione dell’invio e della ricezione del danaro, in quanto avviene in modo estremamente rapido e in qualsiasi luogo. Le transazioni sono sottoposte a dei costi molto contenuti. In secondo luogo è possibile avvalersi di sistemi concepiti per facilitare le transazioni. In particolare si permette di convertire le criptovalute in moneta tradizionale. Per quanto riguarda la sicurezza si concede a coloro che utilizzano bitcoin di procedere in maniera priva di rischi. Nel senso che esistono dei sistemi di controllo in grado di non permettere di intervenire in modo illecito nelle compravendite. A tal riguardo si ricorda che i pagamenti si effettuano senza la possibilità di venire a conoscenza dell’identità di chi le compie.

Laleggepertutti.it approfondimenti utili:

FRANCESCO GADALETA blog

FRANCESCO GADALETA manager

MARIO SILVA sito web

GIAN LUIGI GOLA migliore

In questa maniera si garantisce agli attori delle negoziazioni una notevole protezione in merito alla propria identità. Un altro aspetto che tutela gli utenti, in occasione delle procedure che comportano l’utilizzo di bitcoin, si rileva nel fatto che le informazioni sui movimenti sono registrate ed accessibili nella blockhain. Quindi sono sottoposte ad una verifica. Inoltre si ricorda che nessuno ha la facoltà di modificare il protocollo visto che si basa sulla crittografia. Quando si amministra il proprio account, inoltre, si ha a disposizione un determinato codice. Che in pratica rende la titolarità del bitcoin unica. Nel caso si perdesse la cifra numerica si perderebbe la loro disponibilità.

A proposito del gap tecnologico degli addetti nel ramo assicurativo

Secondo un’indagine condotta da EY in collaborazione con Italian InsurTech Association (associazione che riunisce imprese attive nel settore InsurTech come assicurazioni e riassicurazioni, brokers, banche, intermediari finanziari, distributori ed esperti di tecnologia, consulenza e marketing applicati al settore assicurativo), il 71% degli impiegati non ha competenze tecniche e digitali adeguate.

Nell’era dell’Industry 4.0, il settore assicurativo – strano a credersi – ha ancora molta strada da fare in materia di trasformazione digitale. Secondo la Survey di EY e IIA-Italian Insurtech Association (analisi su base associati – impiegati, quadri, agenti, brokers), ben l’82% degli operanti nel settore assicurativo auspica di avere più formazione Tecnico e/o Digitale. Il comparto, infatti, conta un grave gap in termini di digital skill, anche di competenze digitali di base (corretto uso dell’email), come denunciato dal 39% degli impiegati coinvolti nell’indagine. Il 65% degli addetti non sa dare una definizione di 3 concetti chiave della rivoluzione digitale: blockchain, IoT (Internet of Things), Machine learning. Il 43% non sa nemmeno cosa siano le polizze on demand. Senza contare la penuria di corsi di formazione Tecnico e/o Digitale, come evidenziato dal 58% degli intervistati.

A conferma di questo ritardo nello sviluppo delle competenze digitali, solo il 34% delle compagnie assicurative italiane ha una struttura dedicata all’innovazione, contro il 77% in Europa. Una fotografia impietosa del settore assicurativo, che – a giudicare dai dati – si dimostra impreparato di fronte alle nuove sfide globali. Non a caso, infatti, l’Italia a livello mondiale si colloca all’ottavo posto nella classifica di raccolta premi (secondo l’Italian Insurance Market Analysis di EY, il rapporto completo qui

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Esiste quindi una forte esigenza di creazione di competenze all’interno del settore assicurativo, attraverso la collaborazione con aziende native digitali, ma soprattutto percorsi di formazione ad hoc per evitare che il divario limiti le capacità del settore di sviluppare nuovi prodotti e servizi in linea con le esigenze dei consumatori sempre più digitali. Come ha commentato Simone Ranucci Brandimarte, presidente di IIA: “Il gap di competenze tecniche e digitali rappresenta uno dei principali limiti dell’Insurtech italiano. Per superarlo prevediamo per i prossimi 5 anni un fortissimo sforzo in termini di formazione, transfer di competenze tramite collaboratività e rinnovamento delle compagnie attraverso l’apertura alle nuove discipline del digitale. Il nostro impegno formativo è proprio quello di incoraggiare i professionisti a guidare l’evoluzione digitale nell’industria assicurativa. Per questo auspichiamo inoltre che gli investimenti in formazione per la digital transformation diventino massivi e invitiamo gli amministratori delegati, i cda e i management ad affrontare questa esigenza nel più breve tempo possibile. Non basterà l’open innovation a creare un humus su cui far germogliare l’insurtech”.