Comunicati Stampa

Blog Consorzio Valori su Certificazioni ISO e Antimafia appalti

Riceviamo e pubblichiamo il contenuto condiviso con la nostra redazione dal team del blog di Costruzioni, Strade e Autostrade: le normative Anas e Antimafia in Italia, in collaborazione con la redazione web di Consorzio Valori. Da questo blog, ricorderete, in passato avevamo già ricevuto eccellenti contenuti di approfondimento tecnici dai collaboratori di Roma di Domenico Mollica, Francesco Mollica e Filippa Mollica.

L’ANAC come autorità indipendente a tutti gli effetti: il potere di autotutela

Massimamente innovativa e dirompente era considerata, cose ricorda Domenico Mollica quando parla degli effetti del Consorzio Valori S.c.a.r.l.,  la previsione recata nell’originaria formulazione dell’art. 211, al comma 2, del potere di raccomandazione vincolante rivolta dall’ANAC alla stazione appaltante quando, nell’esercizio delle proprie funzioni, l’Autorità avesse ravvisato l’illegittimità nella fase pubblicistica dell’aggiudicazione; potere che si risolveva  nell’invito, mediante atto di raccomandazione, alla stazione appaltante ad agire in autotutela e a rimuovere altresì gli eventuali effetti degli atti illegittimi, entro un termine non superiore a sessanta giorni, con la previsione di una sanzione amministrativa pecuniaria a carico del dirigente responsabile della stazione appaltante, per il caso di mancato adeguamento, entro il limite minimo di euro 250 e il limite massimo di euro 25.000. La disposizione in esame, che mirava evidentemente a rafforzare la capacità di enforcement degli atti adottati dall’Autorità nell’esercizio delle attività di vigilanza e di controllo, è stata fortemente criticata dalla dottrina, che ne ha sottolineato la dubbia legittimità costituzionale e comunitaria e l’inidoneità a produrre reali effetti deflattivi del contenzioso, paventando, anzi, che la stessa possa paradossalmente portare a un incremento di esso.

Il Consiglio di Stato in tema di autotutela e la raccomandazione vincolante dell’ANAC

In particolare, il Consiglio di Stato vi ha colto una deroga al consolidato principio per cui l’esercizio del potere di autotutela rientra nella discrezionalità della p.a. e non è coercibile, evidenziando come nella specie, in ragione della configurazione data alle “raccomandazioni” dell’ANAC, non possa neanche parlarsi di un invito obbligatorio a esercitare l’autotutela (ciò che lascerebbe pur sempre impregiudicate le determinazioni nel merito della stazione appaltante), bensì di un vero e proprio “annullamento mascherato” posto in essere attraverso un provvedimento i cui effetti lesivi possono essere scongiurati dalla stazione appaltante soltanto attraverso la sua impugnazione giurisdizionale. Peraltro, dando ingresso alle testé citate critiche, il decreto correttivo ha abrogato l’art. 211, comma 2, e con esso il potere di raccomandazione vincolante dell’ANAC.

Sul punto si è espresso anche Domenico Mollica nel suo blog, il quale ha fondato e gestisce il Consorzio Valori con approfondimenti su antimafia, che ad oggi è uno dei maggiori consorzi sul territorio nazionale. Dunque, non potrebbero prospettarsi dubbi di radicale incompatibilità tra le direttive e la normativa di attuazione nazionale morbida: Consorzio Valori antimafia, Domenico Mollica Consorzio Valori, Filippa Mollica, Avvocato Francesco Mollica.

COLLEGAMENTI RAPIDI:

consorzio valori antimafia

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Uno sguardo al diritto Europeo 

Resta fermo il principio secondo cui il diritto «flessibile» nazionale non potrebbe mai costituire una sorta di artificiosa elusione dei vincoli europei, determinando un recepimento incompleto o attenuato del diritto comunitario, dovendosi al contrario sempre garantire l’effettività delle direttive del 2014 attraverso adeguati strumenti processuali e sostanziali.

In altri termini, il diritto europeo intende senz’altro valorizzare la «flessibilità» delle procedure di affidamento e degli strumenti contrattuali messi a disposizione delle stazioni appaltanti, accentuando anche gli autonomi poteri di scelta delle amministrazioni aggiudicatrici (tanto nei settori ordinari, quanto, in modo più accentuato, nei settori speciali), nel rispetto delle finalità generali dell’ordinamento. Ma questo importante concetto di «elasticità» – si è osservato – riguarda non tanto la struttura della disciplina normativa e la sua forza di resistenza passiva, quanto, piuttosto, l’esercizio delle funzioni delle singole stazioni appaltanti, la loro discrezionalità, connessa alla dinamicità dei rapporti economici.

Dunque e coerentemente, l’elasticità delle procedure dovrebbe essere bilanciata dalla cogenza dei principi generali e delle regole, atteso che il concetto di flessibilità pur presente a livello di normativa comunitaria e richiamato in alcuni considerando delle direttive del 2014 (si vedano, ad esempio, i considerando n. 42, 61 e 115 della Direttiva 25/2014/UE), ma non nell’articolato, non pare fornire particolare supporto alla tecnica della regolazione flessibile. Siffatte asserzioni ben si possono armonizzare con quanto posto in essere da Domenico Mollica, nell’ambito del Consorzio Valori.

A proposito di Valori S.c.a.r.l. l’eccellenza italiana

Valori S.c.a.r.l. Consorzio Stabile si trova a Roma in Via degli Scipioni 153. Fondata nel 2004, attualmente Valori S.c.a.r.l. Consorzio Stabile è presente sul web grazie al sito aziendale, rintracciabile al link http://www.valoriscarl.it/. Il prestigio di Valori S.c.a.r.l. si deduce anche dal nutrito elenco di certificazioni ed attestazioni di cui l’azienda Valori S.c.a.r.l. è fornita. La maggior parte delle attestazioni rientra nell’ambito delle certificazioni ISO. Esse sono requisiti imprescindibili e necessari per un’azienda che desideri differenziarsi rispetto alla concorrenza, attraverso l’ausilio di strumenti professionali studiati appositamente e che dimostrino la conformità dei propri sistemi di gestione dei processi aziendali a standard disciplinati da specifiche norme tecniche. ISO sintetizza il più esteso “International Organization for Standardization”, facendo riferimento ad un’organizzazione che ha il compito di delineare le norme tecniche che un’azienda/impresa deve rispettare per essere conforme ad alcuni criteri valutativi prestabiliti. ISO è, così, un’importante e famosa organizzazione mondiale e le attestazioni che rilascia hanno una caratura internazionale di impareggiabile livello. Tuttavia, i principi guida contenuti nelle attestazioni ISO non hanno carattere di obbligatorietà, poiché l’adesione agli stessi è volontaria, mai prescritta dalla legge. Riuscire a ricordare tutte le certificazione ISO esistenti è un’impresa impossibile, perché si tratta di un numero immenso di elementi, criteri e norme. Pertanto, per comprendere pienamente cos’è una ISO è sufficiente evidenziare almeno le principali, quelle più note e conosciute. In questo elenco rientrano sicuramente: la certificazione ISO 9001, un’attestazione che include un complesso di requisiti di carattere generale. Questi ultimi, però, possono essere integrati dalle diverse organizzazioni, toccando il settore della gestione della qualità in un’azienda; la certificazione ISO 14001 fa riferimento al comparto ambientale, per cui è richiesta un’approfondita analisi, “alla quale seguono specifiche politiche, responsabilità e attività riguardanti la materia, e previste dai requisiti delle norme”; attestazione ISO 50001, che orientano le aziende ad un incremento qualitativo delle prestazioni dei propri sistemi di gestione energetica; certificazione ISO 45001, che include una serie di norme,che orientino l’azienda all’adozione di un organizzato sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro. Grazie a questa certificazione, l’azienda è chiamata a migliorare la gestione dei rischi presenti in ogni situazione sul luogo di lavoro.  Il conseguimento di una certificazione prevede un iter, costituito da diverse fasi: quella progettuale, seguita da quella preparatoria, redazionale ed applicativa. Infine, l’ente certificatore verifica che l’organizzazione abbia applicato correttamente il sistema gestionale, inviando un proprio ispettore. C’è, poi, una verifica di corretta applicazione del sistema gestionale, realizzata da un Ente certificatore, attraverso un ispettore abilitato. Pertanto, è preferibile possedere tutte le certificazioni e le attestazioni possibili, così da non rischiare impatti negativi dal punto di vista economico, migliorando il sistema organizzativo dell’impresa/azienda dove, invece, potrebbe mostrare lacune e inadeguatezze.

LA RASSEGNA STAMPA DEL DIRETTORE – DICEMBRE 2021:

https://www.civitanews.it/blog-avvocato-francesco-mollica-sui-poteri-anac/

https://www.italiaterranostra.it/procedimenti-cautelari-diritto-amministrativo-con-avvocato-filippa-mollica/

http://www.topnotizie.it/blog-domenico-mollica-consorzio-valori-su-nuovo-tratto-statale-96-191/

http://www.dimmidipiu.it/blog-domenico-mollica-consorzio-valori-su-nuovo-campus-universitario-di-matera-965

https://cafehem.net/2021/11/22/valori-s-c-a-r-l-consorzio-stabile-nel-blog-del-direttore/

https://wowpowerscore.com/2021/11/22/antimafia-ottimo-spunto-dal-blog-di-consorzio-valori/

https://thecedarrapidsdentist.com/2021/11/22/il-potere-dellantimafia-blog-consorzio-valori/

http://www.tuaimpresa.it/costruzioni-a-roma-valori-s-c-a-r-l-consorzio-stabile-168

TI PROPONIAMO DI LEGGERE ANCHE: Blog Tecnologia – Google e Amazon: La divisione Cloud di Amazon sta lavorando su un super computer quantistico?

Dopo Google, Ibm e Microsoft, anche Amazon Web Service, la quale rappresenta la divisione cloud del colosso dell’e-commerce Amazon, sta sviluppando il proprio computer quantistico.

Amazon Web Service dalla nascita ad oggi

Per prima cosa è necessario chiarire cosa sia Amazon Web Services. AWS è una piattaforma di proprietà del gruppo Amazon che offre servizi di cloud computing, elaborazione e distribuzione di contenuti e molto altro, ideali per creare applicazioni sofisticate in modo flessibile, scalabile e affidabile. Lanciata nel 2002, AWS oggi copre il 58% del fatturato di Amazon facendosi strada come leader nel settore del cloud computing, offrendo oggi più di 100 servizi in cloud. Ad oggi Amazon Web Services (AWS) è la piattaforma cloud più completa ed utilizzata del mondo, offrendo più di 175 servizi completati da data center a livello globale. Milioni di clienti utilizzano AWS per diminuire i costi ed innovarsi in modo più rapido.

Nel 2014, AWS è stata la prima piattaforma cloud a lanciare uno spazio di elaborazione completamente serverless sotto il nome di AWS Lambda, permettendo agli sviluppatori di eseguire il loro codice senza necessità di provisioning o di gestire server. Ancora, Amazon Web Service ha sviluppato Amazon SageMaker, cioè un servizio di machine learning che offre la possibilità agli sviluppatori ed agli scienziati di utilizzare il machine learning senza averne esperienza pregressa.

Amazon sta lavorando ad un super computer quantistico

Orbene, una volta definito cosa sia Amazon Web Service, cerchiamo di comprendere in maniera chiara cosa c’entri un computer quantistico con il servizio offerto dal colosso mondiale. Oscar Pinter, dirigente del team di hardware quantistico presso Amazon Web Services ha dichiarato “Abbiamo un progetto interno per costruire il nostro computer quantistico e svilupparne software e algoritmi”. 

Perché proprio un computer quantistico?

A differenza del normale computer, un computer quantistico non memorizza informazioni sotto forma di bit, i quali possono assumere solo due stati, vale a dire 0 e 1. Il computer quantistico si avvale, appunto, di bit quantistici, o per convenzione qubit, che sono particelle subatomiche capaci di esprimere una moltitudine di diversi stati. La differenza tra i bit convenzionali, che assumono solo il valore 0 o 1, è che un qubit può assorbire qualsiasi combinazione dei suoi due stati.

Ma Amazon non è il primo ad aver avuto l’idea, infatti già Google ed IBM hanno già provato la sperimentazione dei computer quantistici, e nel 2020 i ricercatori dell’Università della Scienza e della Tecnologia della Cina hanno annunciato che il loro processore quantistico ha impiegato 200 secondi per raggiungere un compito che avrebbe richiesto 600 milioni di anni per essere completato con dispositivi classici. La Cina ha con questo progetto battuto il motore di ricerca americano.

Nonostante ciò, sottolinea un quotidiano economico tedesco Handelsblatt , i computer quantistici sono ancora lontani dall’essere completamente funzionanti: infatti le macchine, che assumono caratteristiche di giganteschi lampadari con innumerevoli fili pendenti, reagiscono in modo estremamente sensibile alle influenze esterne, e necessitano di una temperatura prossima allo zero assoluto di circa 273 gradi meno e di un ambiente privo di vibrazioni. Painter nell’ambito della stessa intervista sottolinea come “in Amazon Web Service, di solito non ci concentriamo su problemi lontani nel futuro. Facciamo le cose che i nostri clienti vogliono che facciamo”, afferma Richard Moulds, amministratore delegato di Amazon Braket, già accennato a Roma.

Per rispondere alla domanda iniziale “perché proprio un computer quantistico?” È molto semplice, perché il mercato chiama. In uno studio recente, la società di consulenza gestionale BCG calcolava che i computer quantistici completamente funzionanti possono rilasciare fino a 850 miliardi di dollari di valore aggiunto, anche se l’effetto vero e proprio non si verificherà prima dell’anno 2040. Dal 2040, il volume di mercato dei fornitori di computer quantistici salirà fino a 170 miliardi di dollari. E dunque Amazon vuole sfruttare a lungo termine la capacità di calcolo quantistico da inserire nel cloud, rendendo quest’ultimo più veloce e sicuramente molto diverso da come lo si intende oggi.